dal sito bassano.net
Registro coppie di fatto: la questione approda in Comune
Consegnate in municipio a Bassano le firme raccolte dal circolo SEL per l'istituzione di un registro anagrafico delle unioni di fatto. “La famiglia anagrafica non entra in contrasto con la definizione di famiglia contenuta nella Costituzione
Istituire un registro anagrafico delle famiglie e delle coppie di fatto. Sull'esempio di Padova, primo Comune a livello nazionale ad aver aperto la strada al riconoscimento amministrativo delle coppie legate da vincoli affettivi e di convivenza, ma non di matrimonio. E sulla falsariga di altri Comuni - come Torino, Milano, Palermo o Napoli - dove le unioni di fatto, sotto il profilo formale anagrafico, non sono più “terra di nessuno”. E' quanto chiede il circolo SEL - Sinistra Ecologia Libertà di Bassano del Grappa, che ha promosso un'azione di raccolta firme per l'attivazione del registro comunale delle famiglie anagrafiche anche nella nostra città (notizie.bassanonet.it/attualita/9788.html). Ieri mattina il coordinatore del circolo bassanese di SEL Flavio Merlo e i primi firmatari della petizione Paolo Campana, Giovanni De Martis e Miria Pontarollo hanno depositato le firme raccolte (337 in tutto, di cui 214 di cittadini bassanesi e 123 di persone residenti in altri Comuni) all'Ufficio Protocollo del municipio di Bassano. Assieme alle firme, i promotori dell'iniziativa hanno consegnato anche una lettera, indirizzata al presidente del consiglio comunale Mauro Beraldin, con la richiesta di inserire l'argomento all'ordine dei giorno delle prossime sedute dell'assemblea civica. “La richiesta del rilascio, da parte dell'Amministrazione comunale, della attestazione di famiglia anagrafica ai richiedenti - si legge nella lettera - parte da una considerazione di base: si tratta di dare attuazione piena ad una legge dello Stato e al relativo Regolamento di esecuzione. La attestazione e il relativo registro rappresentano non atti simbolici o privi di contenuto giuridico. Essi sono la conseguenza dell'ordinamento giuridico che la Repubblica si è data.” “Non abbiamo inteso, con la raccolta delle firme e la raccolta della nostra petizione, sottoporre il consiglio comunale a confrontarsi con un problema di coscienza - continua il testo -. Infatti la famiglia anagrafica non entra in contrasto con la definizione di famiglia contenuta nella nostra Costituzione. Né, d'altro canto, si tratta di una questione che ha a che fare con il matrimonio, poiché l'attestazione che si richiede non si sovrappone, né si sostituisce al matrimonio regolato dalle leggi nazionali.” “Siamo dell'avviso - è ancora un passo della lettera dei promotori - che l'approvazione delle attestazioni delle famiglie anagrafiche e del relativo registro rappresenti un atto di forte sensibilità verso le condizioni dei diritti delle persone. Sensibilità che dovrebbe partire in modo particolare dalle Amministrazioni Locali elette - a differenza di altre - in modo diretto dai cittadini.” La prassi prevede che sulla petizione protocollata in Comune venga ora istruita una pratica, nel corso della quale l'Amministrazione comunale può chiedere ulteriori informazioni ai firmatari. L'approdo della richiesta in consiglio comunale non è tuttavia automatico: la decisione se affrontare o meno l'argomento, infatti, è comunque sempre politica. Nei giorni scorsi, su articoli di stampa, il sindaco Cimatti - esprimendo la sua opinione personale sulla questione - aveva messo le mani avanti, temendo che l'istituzione di un registro delle coppie di fatto possa impegnare l'Amministrazione “a gestire un'enorme mole di documenti senza ottenere risultati pratici.” Ma i promotori ribattono: l'esperienza del Comune di Padova dimostra al contrario “che il rilascio delle attestazioni e la tenuta del registro non produce né significativi esborsi di denaro pubblico, né sottopone l'Amministrazione comunale a carichi di lavoro insostenibili.”
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da Il Gazzettino del 21 dicembre
DIRITTI CIVILI
Coppie di fatto Sel:«Si istituisca il registro anagrafico»
BASSANO - (R.F.) Istituire un registro anagrafico delle famiglie anagrafiche in modo che siano riconosciute dal punto di vista amministrativo anche le coppie di fatto. La proposta è del circolo cittadino di Sinistra Ecologia Libertà sulla quale, nelle scorse settimane, aveva avviato una sottoscrizione. Le firme raccolte (337 in tutto delle quali 214 di bassanesi e 123 di residenti in altri Comuni) sono state depositate in Comune assieme ad una lettera nella quale i rappresentanti Sel guidati da Flavio Merlo invitano la municipalità ad intraprendere lo stesso percoso attuato da quella padovana, sfociato poi nell'istituzione di un registro e di un'attestazione.
«La richiesta del rilascio, da parte dell'Amministrazione, dell'attestazione di famiglia anagrafica ai richiedenti parte da una considerazione di base - spiega Merlo nella lettera che accompagna la petizione -: si tratta di dare attuazione piena ad una legge dello Stato e al relativo regolamento di esecuzione. L'attestazione e il registro rappresentano non atti simbolici o privi di contenuto giuridico, ma sono la conseguenza dell'ordinamento giuridico che la Repubblica si è data. L’iniziativa non chiede al consiglio comunale di confrontarsi con la propria coscienza. La famiglia anagrafica non entra in contrasto con la definizione di nucleo contenuta nella nostra costituzione. Nè, d'altro canto, si tratta di una questione che ha a che fare con il matrimonio poiché l'attestazione che si richiede non si sovrappone, né si sostituisce al vincolo regolato dalle leggi nazionali. Aspetti, questi, chiariti dall'iter seguito dal Comune di Padova che, già da anni, ha istituito sia l'attestazione che il registro. Un percorso tra l'altro confermato pienamente nella sua legittimità giuridica da una sentenza del Tar del Veneto, che ha altresì specificato le forme di detta attestazione e detto registro». «A nostro avviso occorre tenere presente che il rilascio delle attestazioni e la tenuta del registro non produce né significativi esborsi di denaro pubblico, né sottopone l'Amministrazione a carichi di lavoro insostenibili - continua la lettera - L'esperienza di Padova mostra semmai il contrario, come ha ricordato l'assessore Alessandro Zan, che nel 2006 si fece promotore di un'analoga iniziativa, in una recente riunione pubblica tenutasi in città». «Siamo convinti che attuare tutti gli spazi giuridici in grado di ampliare i diritti civili sia un atto doveroso e responsabile per tutte le Amministrazioni - conclude il documento Sel - Soprattutto per quelle comunali che incidono profondamente sulla vita quotidiana dei cittadini».
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