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appello da Vicenza per la CGIL |
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Scritto da Treviso
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Giovedì 29 Marzo 2012 14:35 |
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DALLA PARTE DELLE RAGIONI DELLA CGIL
Siamo uomini e donne dirigenti di Partiti diversi, ma accumunati da una forte preoccupazione, poichè la discussione sul mercato del lavoro tra parti sociali e Governo Monti, che ha visto rompersi l´unità sindacale, ha preso una china sbagliata e si è fermata sui simboli anziché sulle questioni importanti e vere poste dalla crisi economica in corso. Vediamo l´accanirsi sui diritti dei lavoratori, come già abbiamo assistito ad una pesantissima riforma delle pensioni, questione che non consideriamo chiusa. Ora tocca all´art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, che risponde alla volontà di garantire la libertà di licenziare da parte delle aziende e che non ha nulla a che fare con il rilancio e la qualificazione della nostra economia. Minori diritti nei luoghi di lavoro non riavviano il sistema del paese, rendono solo l´Italia una nazione che non rispetta la propria Costituzione e ci riportano ad anni in cui i lavoratori non potevano rivendicare alcun che, pena l´espulsione dalle aziende. Sul pacchetto completo della "riforma", poi, il giudizio non può essere positivo. Il cambiamento degli ammortizzatori sociali - a regime - diminuirà le tutele, ma provocherà anche nelle aziende in crisi o in quelle che lo saranno, difficoltà di gestione. Questi ammortizzatori resteranno deboli per i lavoratori della piccola impresa e continueranno a tenere fuori migliaia di lavoratori atipici, soprattutto i giovani. I contratti precari infatti, salvo un paio, non sono stati aboliti e sono esplicite le insistenze delle associazioni datoriali per alleggerire i vincoli inseriti. Le condizioni di vita e di lavoro di milioni di pensionati e di lavoratori stanno velocemente peggiorando. Si è scaricato in gran parte su di essi la crisi finanziaria del paese, eredità - non dimentichiamolo - di molti anni di Governo Bossi-Berlusconi. Per queste ragioni, con questo appello, esprimiamo condivisione delle ragioni della protesta della CGIL alla quale, fin da ora, aderiamo.
Primi firmatari:
Giuliano Ezzelini Storti (PRC-FDS),Cosimo Bruzzo (Giovani Comunisti/e PRC-FDS), Giorgio Langella (PDCI-FDS),Tommaso Rebesani (SEL),Luigi Poletto(PD),Rizzato Claudio (PD),Massimo Follesa (PD),Emilia Laugelli (PD)
potete aderire inviando una mail all'indirizzo
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ed indicando il vostro nome e cognome.
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Ultimo aggiornamento Giovedì 29 Marzo 2012 14:48 |
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Risposta deludente del Sindaco di Bassano sulle coppie di fatto |
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Scritto da Administrator
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Mercoledì 14 Marzo 2012 15:37 |
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Il comunicato di SEL Bassano in merito alla risposta del Sindaco sulla richiesta di un riconoscimento delle coppie di fatto, secondo quanto previsto dalla legge sull'Anagrafe Comunale
Sinistra Ecologia Libertà di Bassano del Grappa ha appreso in data 20/02/2012 la risposta sostan zialmente negativa del Sindaco Stefano Cimatti alla richiesta di 337 cittadini di istituire e rilasciare anche a Bassano un “Attestato di Famiglia Anagrafica costituita da persone coabitanti legate da vincoli affettivi”, come già fatto dal Comune di Padova (con tutti i crismi legali), con deliberazione del Consiglio Comunale del 04/12/2006 .
In merito a ciò sosteniamo quanto segue:
In primo luogo si sottolinea che la risposta del Sindaco ha un contenuto essenzialmente di interpretazione giuridica volendo evidentemente eludere il significato politico-sociale della petizione e la possibilità legale dell’applicazione della stessa.
La necessita’ di una Legislazione Nazionale in materia e’ oggetto di proposta politica da parte di SEL ed altre forze politiche e sociali in tutto il territorio nazionale al fine di assicurare Diritti Civili,Sociali ed economici alle coppie di fatto e alle famiglie anagrafiche, attuando in ciò la nostra Costituzione.
Città e Comuni quali Milano, Palermo, Torino, Napoli, Bologna e Trieste in materia hanno già deliberato o stanno per farlo. La recente proposta ed intelligente apertura del Sindaco di Vicenza Variati dimostrano la necessità ed urgenza di un problema che deve essere affrontato e risolto anche a livello territoriale.
Nel territorio Bassanese il 28% dei minori risulta vivere in nuclei formati da persone conviventi non unite in matrimonio. E' stato inoltre calcolato che circa il 30% della popolazione sarebbe interessata direttamente ad un miglioramento della legislazione e conseguenti atti Amministrativi in materia di Diritti di famiglia e convivenza civili!
L’Attestato richiesto dai firmatari della petizione e da Sinistra Ecologia Libertà al Comune di Bassano del Grappa che, su deliberazione del Consiglio Comunale dovrebbe impegnare il Sindaco e la Giunta Comunale ad istruire l’Ufficio Anagrafe a predisporre la relativa modulistica in materia (nulla si toglie ad altri Diritti, nulla si viola su Leggi e Regolamenti esistenti), era ed è una occasione su cui costruire Diritti Civili e buona Amministrazione Comunale !
Sinistra Ecologia Libertà di Bassano del Grappa non ritiene giustificata nel merito la risposta a 337 firmatari della petizione data dal Sindaco Stefano Cimatti e dalla Maggioranza politica che lo sostiene. SEL continuerà ad impegnarsi tra i cittadini, con i Consiglieri Comunali, con il nascente Comitato Diritti Civili costituito da forze Politico-Sociali e organizzazioni civili, affinché i Diritti e Doveri delle coppie di fatto vengano riconosciuti nel Comune di Bassano del Grappa e su tutto il territorio nazionale come già avviene nei più evoluti Paesi europei.
Per Sinistra Ecologia Libertà Circolo di Bassano del Grappa il Coordinatore di Circolo Flavio Merlo |
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Vicenza verso il registro delle coppie di fatto |
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Scritto da Treviso
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Mercoledì 22 Febbraio 2012 15:56 |
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iL Gazzettino di Vicenza, 22/02/12
IL DIBATTITO DOPO L’APERTURA DI VARIATI
Coppie di fatto, al "no" di Rucco (Pdl) rispondono con argomenti il Pd e Sel
«Il riconoscimento delle coppie di fatto? È sacrosanto, si tratta di una battaglia di civiltà». Oppure: «Non se ne parla, non si possono equiparare le famiglie tradizionali alle coppie di fatto». Si è riaperto in città il dibattito sulle coppie di fatto e ancora una volta la politica si divide. Sta facendo discutere, con posizioni eterogenee anche tra esponenti dello stesso partito, l'apertura del sindaco Achille Variati alla proposta del comitato Dir.Vi: quella che prevede il rilascio di una certificazione, per le coppie conviventi, che attesti l'esistenza di una famiglia anagrafica. Una proposta che non piace per nulla al consigliere del Pdl Francesco Rucco: «Non si possono equiparare le famiglie tradizionali alle coppie di fatto, tantomeno quelle non eterosessuali. Da parte mia ci sarà un fortissimo ostruzionismo, senza sconti, a tutela di un principio fondante della nostra società. Il tema del registro delle coppie di fatto è quindi un tema inutile, con il quale la maggioranza tenta ancora una volta di coprire la propria inefficienza amministrativa. I cittadini, soprattutto quelli che versano in difficoltà economiche, chiedono risposte ai loro problemi quotidiani». Di tutt'altro tenore le dichiarazioni del segretario cittadino del Pd Enrico Peroni, il quale risponde così a Rucco: «Una coppia di trentenni non sposati, magari con un figlio, sono una famiglia? Per noi sí. Le analisi sociologiche, peraltro, dimostrano come l'atto fondativo di una famiglia eterosessuale sia, oggi, la nascita di un figlio molto prima e molto di piú che il matrimonio. L'attestazione di famiglia anagrafica permetterà, anche a Vicenza, ad una coppia di non sposati di 30 anni con un figlio a carico di avere gli stessi diritti di una coppia di sposati con un figlio a carico per l'accesso, ad esempio, alle case popolari. E questo, per noi democratici, è tutelare la famiglia. Quella reale». Dello stesso avviso Sel, che fa parte di Dir.Vi e che per bocca del suo segretario cittadino Davide Vittorelli dice: «C’è disinformazione strumentale ed ideologica per evitare un confronto serio: non stiamo parlando di un registro ma di un semplice attestato che accerti il proprio nucleo familiare. Spudoratamente falso, poi, è che si tratti un'iniziativa inutile o illegittima: ciò è dimostrato dal fatto che a Padova, Milano, Bologna, Napoli ed in moltissimi altri comuni l'attestazione di famiglia anagrafica è legittima e produttiva». |
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Lettera al prefetto di Vicenza sui permessi di soggiorno |
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Scritto da Treviso
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Mercoledì 01 Febbraio 2012 16:58 |
Lettera Unione Immigrati di Vicenza sull'aumento delle tasse sul permesso di soggiorno
Alla cortese attenzione del Presidente del Consiglio dei Ministri prof. Mario Monti Alla cortese attenzione del Ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri Alla cortese attenzione del Prefetto di Vicenza dott. Melchiorre Fallica
Vicenza, 30 gennaio 2012
A partire dalla data di oggi sono entrate in vigore nuove pesanti tariffe che gli immigrati sono costretti a pagare in Italia per poter ottenere o rinnovare il permesso di soggiorno. Sappiamo che si tratta di un provvedimento approvato dal precedente governo, ma questo non ci tranquillizza, al contrario ci pone molte interrogativi in merito alla coerenza dell'attuale governo che promette fin dal suo insediamento di non voler far pagare ai più deboli e ai più poveri la crisi economica che stiamo vivendo. Si tratta di una crisi che noi immigrati stiamo vivendo forse più di altri, siamo i primi ad essere licenziati o essere messi in cassa integrazione o ancora in mobilità. In molti comuni, soprattutto del Nord, i sussidi vengono erogati preferibilmente a cittadini italiani, nonostante noi da anni lavoriamo in questo paese, viviamo in questo paese, paghiamo le tasse, le spese sanitarie e i contributi pensionistici. Ma oltre alle conseguenze materiali per noi immigrati, a differenza dei cittadini italiani, la perdita del lavoro significa una pesante ipoteca sulla possibilità di restare legalmente in questo paese: è forte infatti il rischio di non ricevere il rinnovo del permesso di soggiorno diventando così dalla mattina alla sera dei clandestini, mentre le nostre famiglie vivono qui in Italia con noi e molti dei nostri figli sono addirittura nati qui. Questi sono i prezzi pesanti che stiamo pagando da almeno due anni: pesanti difficoltà economiche, rischio di scivolare verso la clandestinità, rischio di essere separati dalle nostre famiglie che con noi vivono in Italia da tempo. A questi pesanti fronti con cui dobbiamo confrontarci ogni giorno, si aggiunge ora anche l'aumento delle tasse per il rinnovo del permesso di soggiorno che da oggi passano da un importo variabile dagli 80 ai 200 euro. Ma sapete quanto costa già oggi, senza questo aumento, rinnovare il permesso di soggiorno? Dobbiamo comprare i kit alle poste, varie marche da bollo, pagare l'idoneità alloggio al comune (in alcuni comuni è gratuita, a Vicenza costa invece 80 euro, in altri comuni costa più di 100 euro). Abbiamo fatto il conto che una famiglia di 4 persone (marito, moglie e due figli) deve spendere in un anno circa 1000 euro per il totale delle pratiche necessarie ad essere in regola con il permesso di soggiorno. E da oggi ce ne chiedete ancora di più, perché? Serve proprio questa tassa sulla povertà, affamare i nostri figli, per poter risanare un debito pubblico che non abbiamo creato noi e a cui noi stiamo già contribuendo pagando regolarmente le nostre tasse? C'è inoltre tutto un mondo di intermediari, sottospecie di agenzie e altri soggetti che lucrano sulla nostra necessità di ottenere questi documenti, come hanno lucrato con noi gli scafisti o gli autisti che ricattandoci con prezzi esagerati ci hanno portati qui. Questi aumenti combattono o arricchiscono questo sottobosco che specula sulla pelle nostra e delle nostre famiglie? L'aumento odierno sarà una scusa per ulteriori aumenti per poter avere la loro intermediazione. Invece di favorire la conoscenza e l'aiuto reciproco, una graduale integrazione e un nostro inserimento/adattamento, ci ritroviamo sempre più sfruttati e poco graditi. Queste misure ci penalizzano da un punto di vista economico e sociale, spingono molti di noi ai limiti della legalità, trasformano la nostra vista già così difficile in un vero e proprio inferno.
Noi pensiamo sinceramente signor Primo Ministro, signora Ministro dell'Interno e signor Prefetto, che non siano queste le vostre vere intenzioni, per questo vi chiediamo di intervenire subito, facilitare le procedure per l'ottenimento ed il rinnovo del permesso di soggiorno, ridurre al minimo i costi in modo da poter sfamare e far studiare i nostri figli. Fateci lavorare, con il nostro lavoro e con le nostre tasse siamo pronti a dare il massimo delle nostre energie per contribuire alla rinascita di questo bel paese in cui viviamo e in cui vogliamo restare.
un cordiale saluto.
Ousmane Condè ( Presidente Associazione Unione Immigrati di Vicenza ,Guinea)
Saloua Ghribi (Segretaria Associazione Unione Immigrati di Vicenza, Tunisia)
Mounir Zamane (Vice presidente Associazione Unione Immigrati di Vicenza,Bangladesh)
Marina Grulovic ( Porta voce Associazione Unione Immigrati di Vicenza ,Serbia)
Rolando Rosas, (Tesoriere Associazione Unione Immigrati di Vicenza, Filippine)
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Scritto da Treviso
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Venerdì 13 Gennaio 2012 13:48 |
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da Il Gazzettino di Vicenza, 13 gennaio
UIN VISTA DELLE ELEZIONI
Sel: «Siamo pronti ad appoggiare Variati, ma niente 'inciuci' col Pdl»
VICENZA - (r.c.) «Alle prossime elezioni amministrative appoggeremo la coalizione del sindaco Achille Variati. Il centrosinistra ha ben governato in città. Ma diciamo 'no' al consociativismo di vecchio stile». Sinistra ecologica e libertà (Sel) chiama il primo cittadino in vista del mandato elettorale del 2013, ma detta le sue condizioni. «Un eventuale patto civico con il Pdl? Non lo sosterremo mai - avverte Niccolò Della Lucilla, del coordinamento regionale del Sel - Abbiamo mal digerito l'ingresso nella maggioranza del consigliere Claudio Cicero, tra gli artefici dell'operazione Dal Molin. Figurarsi un'alleanza con il Pdl. Sarebbe un'esagerazione». «Dobbiamo ricostruire una sinistra credibile», aggiunge Dino Facchin, coordinatore regionale del Sel. I due politici saranno tra i protagonisti del seminario su lavoro e sviluppo sostenibile che Sel del Veneto organizzerà domani, a partire dalle 9.30, nel centro civico di villa Tacchi, a Vicenza. Interverranno, tra gli altri, l'ex parlamentare vicentina Lalla Trupia, Michele Bertucco, candidato sindaco per il centrosinistra a Verona, il sindaco di Vicenza Achille Variti, Giuseppe Bortolussi, direttore dell'associazione artigiani di Mestre, Stefano Bartolini dell'università di Siena, l'assessore ambiente e lavoro di Padova Alessandro Zan, don Dino Pistolato della Caritas diocesana e Giorgio Molin, segretario regionale della Fiom. I lavori si concluderanno alle 17. |
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