| E’ tempo di difendersi, ma c’è poco tempo per deciderlo |
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| Scritto da verona | |
| Martedì 31 Agosto 2010 17:32 | |
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Il “tutto esaurito” è divenuto un fatto così eccezionale da costituire una notizia, nel procedere stanco e monotono della stagione estiva.Gli appassionati di lirica disertano, sopraffatti dal connubio oramai inestricabile tra musica lirica e musica pop, che svilisce il festival areniano e il livello professionale dei corpi artistici e dei musicisti.La sensazione è di “bigiotteria con ricchi premi e cotillon”. Ad un mese dalla chiusura non si sa nulla – letteralmente nulla – della programmazione autunnale e invernale, mentre i teatri migliori hanno calendari precisi sino al 2013.
Quali sono i titoli o i concerti sinfonici previsti? Quanto sarà il personale stabile occupato, quanto il personale aggiunto, per quale periodo di attività? Quale sarà il costo delle produzioni, quali i principali interpreti, i registi, i costumi, le scenografie? La dirigenza è palesemente allo sbando, una decina di persone sono sotto indagine della magistratura, mentre i revisori dei conti avevano colpevolmente approvato tutti i bilanci senza nulla eccepire. Per un pelo il sindacalista deambulatore Giampiero Sobrino non diventava direttore artistico, mentre il perito agrario Girondini si vanta di avere “ideato” la ricorrenza di Santa Lucia, come giorno di apertura della fantomatica stagione invernale! Da Girondini vogliamo sapere quanti sono stati i biglietti gratuiti elargiti in occasione del “pacchiano” gala presentato da Antonella Clerici e quante serate sono state sottratte alle “prove” per le opere dalla preparazione della allucinante serata televisiva. E quanti sono stati i costi della “resistibile” serata? I turisti che vengono in Arena o i telespettatori d’occasione debbono sapere che dietro le luci del palcoscenico lavorano affannosamente, perché tutto proceda bene, i tecnici, gli elettricisti, i macchinisti, gli attrezzisti, i maestri collaboratori, le sarte, gli scenografi e tanti altri valenti lavoratori. Su di essi – per risparmiare qualche soldo già sottratto dal ministro Bondi – si sono accaniti in questi ultimi anni la sovraintendenza e la dirigenza disastrata della Fondazione Arena; in compenso si continuano a mettere in circolazione biglietti a prezzi stracciati e Girondini si è attribuito un surplus annuale di 50.000 euro, pur in presenza di un pesante deficit della Fondazione. E’ vero che l’ultima legge Bondi approvata dalla maggioranza di centro - destra mette in crisi irreversibile tutti i teatri italiani e assesta un colpo mortale alla cultura e alla musica italiana famosa del mondo, quella del melodramma. Ma a Verona la situazione è tra le peggiori; l’ultimo contratto nazionale è scaduto nel 2005 e l’ultimo contratto integrativo nel 2006. In 10 anni, i lavoratori della Fondazione hanno maturato aumenti che non arrivano a 150 euro totali e le condizioni normative sono peggiorate pesantemente. Ciò vale ancor di più per gli aggiunti e gli stagionali. Il malessere è diffuso, ma la dirigenza gioca sul ricatto del “lavoro”, con l’intento – tra l’altro – di fare saltare del tutto le graduatorie e gli accordi stipulati. Sempre la dirigenza “leghista” vorrebbe ora installare telecamere persino all’interno degli uffici per controllare (ufficialmente “per garantire la sicurezza”) e solo l’intervento dell’Ispettorato del lavoro ha bloccato temporaneamente il provvedimento. Il sindacato – debole, subalterno e diviso – ha perso qualsiasi credibilità, da quando l’anno scorso sconfessò la decisione assunta dalla totalità dei lavoratori, di indire una giornata di sciopero durante la stagione estiva. Lo sappiamo, è come sparare sulla Croce rossa; ma i pochi sindacalisti non collusi debbono svegliarsi o lasciare il passo a chi ha coraggio di spendersi e di rappresentare le sacrosante rivendicazioni di chi lavora in Arena. I tempi stringono e alla fine di Agosto sul malcapitato teatro veronese cadrà la spessa coltre del silenzio invernale.
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