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Care/i compagne/i
le proposte governative per fronteggiare la crisi sono disastrosamente fallimentari. Non solo non intervengono sulle cause, ma diventano pretesto per colpire ulteriormente il mondo del lavoro e i cittadini più svantaggiati, con i tagli ai trasferimenti agli enti locali che dovranno ridimensionare servizi ed interventi di sostegno. Col pretesto della "casta della politica" attaccano la democrazia e la partecipazione democratica, revocando dettati costituzionali relativi allo stato delle autonomie .Altro che repubblica delle autonomie, ci sono persino prove istitutive di figure monocratiche podestarili. La crisi, le sue cause (prevalenti nel mondo della speculazione finanziaria) restano pressochè intonse, così come tutte le caste e i poteri forti.C'é la necessità di avviare un lavoro di profondo cambiamento, davvero alternativo. Vanno cambiati appunto i modellli produttivi, distributivi, di consumo, di mobilità, di concorso alle spese comuni e di ridistribuzioni dei redditi e delle opportunità. Ci siamo dichiarati alternativi, nei modelli, nelle finalità, nelle culture, nelle proposte. Ma è una necessità esserlo, produrre e proporre discontinuità, proprio per aiutare questo paese ad intraprendere una nuova strada per salvarsi. E non può essere solo "risanamento del bilancio statale", ma avvio di un nuovo processo di "risanamento" economico, produttivo, sociale, culturale, morale, politico. Valorizzando i luoghi della partecipazione democratica, sostenedola, allargandola. Sono cose all'attenzione del nostro dibattito, ma quello di cui abbiamo bisogno ora é anche di una nostra "mobilitazione" su proposte chiare, nette, alternative, capaci di raccogliere o di intrecciare la partecipazione di lavoratori, giovani, disoccupati, precari, pensionati, uomini e donne della cultura, delle professioni e del lavoro autonomo, ecc. C'é la necessità di raccogliere positivamente, fuori da gretti o raffinati qualunquismi, il desiderio di cambiamento che la maggioranza del paese pare esprimere, anche se spesso attraversata da sfiducia e rassegnazione. Sta anche a noi promuovere una grande mobilitazione, ma con precise, concrete,comprensibili indicazioni e "contro proposte". Per questo a nome degli organismi esecutivi della federazione di Verona vi invito a rendere pubblico un pacchetto di nostre proposte, di sel, elaborate dai suoi organismi, per avviare una grande mobilitazione per il cambiamento. Non bastano dichiarazioni, articoli, interviste di autorevoli dirigenti da Vendola a Betty Leone, Titti di Salvo, Paolo Cento, Alfonso Gianni, Giuseppe Morelli,Andrea Sironi, ecc. Questo appuntamento va affrontato con tutte le forze disponibili in campo se si vuole riaprire la partita. E lo sforzo necessario é enorme, insieme, tutti portiamo il nostro contributo con parole e proposte di cambiamento, non "personali", ma comuni, di tutti noi, di sel.
Giorgio Gabanizza coordinatore provinciale di sel Verona 23 agosto 2011 |