| Barcon di Vedelago: 90 ettari da non cementificare |
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| Scritto da Treviso |
| Martedì 17 Gennaio 2012 15:25 |
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Operazione Barcon: enti locali latitanti e supini ai privati Condividiamo le ragioni di chi si dichiara contrario all’operazione Barcon, che riteniamo rappresenti un inutile consumo di territorio agricolo e uno scempio paesaggistico. Siamo persuasi che la pianificazione del territorio sia un diritto e un dovere delle pubbliche amministrazioni, che devono operare sulla base di interessi generali e collettivi e non sulla base di interessi particolari e privati. In troppe occasioni ci troviamo invece di fronte ad un cedimento degli enti pubblici e territoriali, che di fatto appaltano a soggetti privati e ai loro interessi economici la pianificazione del territorio. Il caso di Barcon, così come il caso di Ikea a Casale, è il tentativo di potenti interessi economici di dettare all’ente pubblico, attraverso lo strumento della proposta di accordo di programma, le modifiche al territorio funzionali ai propri obiettivi di profitto economico. E purtroppo non trovano amministratori pubblici con la schiena diritta che intendano far valere i diritti del territorio e le ragioni della pianificazione pubblica sugli interessi privati. Gli stessi amministratori che magari si riempono la bocca di rispetto per il territorio e altre buone intenzioni da lasciare solo sulla carta. Risulta triste e preoccupante che ci si debba rivolgere al Presidente della Repubblica per far valere delle ragioni del tutto chiare ed evidenti di fronte alla latitanza degli enti pubblici preposti. Non è un caso che sull’operazione Barcon si sia creato un fronte vastissimo contrario formato da cittadini, associazioni ambientaliste. associazioni di categoria. La pervicace volontà del Sindaco di Vedelago di proseguire su quella strada e l’incertezza della Provincia sono ben poco comprensibili e per niente giustificabili. Enti pubblici che abdicano al loro ruolo diventano enti inutili e potenzialmente dannosi. Luca De Marco ________________________
L'Operazione Barcon in Breve
il comune di Vedelago, su proposta dei privati, in primis il re delle carni Colomberotto, chiede un accordo di programma a regione e provincia per fare:
I privati mettono un contributo economico e la disponibilità dei terreni per la nuova viabilità e in cambio ricevono la trasformazione di un'area di 90 ettari da agricola a commerciale industriale. In quest'area si insedierebbe, per una parte uno stabilimento di lavorazione agroalimentare e una superfice commerciale (Colomberotto), per l'altra parte la cartiera Rotocart, che si trasferirebbe dall'attuale collocazione a Piombino Dese. La cartiera verrebbe costruita con un piano interrato e quindi bisogna scavare. L'estratto calcolato è di 1,846 milioni di metri cubi di ghiaia, per un introito di 3.692.000 dalla vendita del materiale. Secondo quanto previsto dal piano, ci sarebbe in totale un beneficio per il privato, tra aumento del valore delle aree e vendita della ghiaia, di 37 milioni. I privati sborserebbero 10 milioni come contributo economico per la realizzazione del nuovo casello (che costerebbe il doppio) e 960mila euro come valore dei terreni messi a disposizione per farci sopra la nuova viabilità. L'area agricola soggetta alla pesante cementificazione si trova alle spalle della palladiana Villa Emo, sulla strada tra Castelfranco e Treviso. Acquistata anni fa dalla Banca di Credito Cooperativo Trevigiano che vi ha collocato la Fondazione Emo.
_____________________________ Il Gazzettino di Treviso, 17 gennaio VEDELAGO La delegazione di Villa Emo ricevuta ieri a Roma: «Prossima mossa il patricinio di Napolitano e un percorso culturale» Operazione Barcon: il "no" approda in Quirinale Poco meno di una cinquantina di minuti. Tanto è durato l’incontro a Roma tra Nicola Di Santo (presidente di Credito Trevigiano), accompagnato dagli architetti Enzo Begamin e Andrea Menegotto. Con tutta la modestia del caso, la delegazione della Fondazione Villa Emo si era presentati alla porta di servizio. «Ci hanno fatto entrare dove passano i capi di Stato - racconta Di Santo determinato a fermare il progetto di insediamento agro-industriale di Barcon – lì ci attendeva il consigliere per la Conservazione del Patrimonio Artistico, il professor Louis Godart, delegato da Napolitano. C’è stata grande accoglienza e massima attenzione per qualcosa che abbiamo illustrato in tutte le sue sfaccettature. Credito Trevigiano tutela e sostiene piccoli imprenditori, artigiani, commercianti, preoccupati per un progetto dalle dimensioni così grandi da compromettere la loro sopravvivenza e di conseguenza il mantenimento delle forze lavoro occupate. Un progetto che sin dalla presentazione ha infiammato il dibattito». E’ stato assicurato che Napolitano sarà informato sull’esito dell’incontro e non solo. «Abbiamo scoperto che a Roma conoscono meglio di noi i pregi del nostro territorio - ha aggiunto l’architetto Enzo Bergamin –, per le potenzialità turistiche lo hanno paragonato alla zona dei Castelli della Loira. Per salvaguardare l’integrità un territorio di rara bellezza è necessario superare, gli individualismi, fare “squadra” a livello Veneto e sollecitare, promuovere il territorio a livello turistico». L’attenzione si è spostata sul quadrilatero di villa Pola, a un tiro di schioppo da villa Emo che rappresenta l’orizzonte agrario e paesaggistico del sito rimasto dal 1954 ad oggi, integro da qualsiasi insediamento residenziale e produttivo». «La prossima mossa da fare - ha ribadito l’architetto Andrea Menegotto - è quella di una proposta di patrocinio che sarà assicurata da Napolitano e inserire un percorso culturale in una zona legata al Palladio». E’ stato assicurato che i ministeri competenti valuteranno la situazione, Ministero dei Beni Culturali, la Soprintendenza del Veneto. «Abbiamo consegnato una lettera di invito sia a Napolitano che a Godart a farcivisita a villa Emo». Giorgio Volpato
Il Gazzettino di Treviso, 17 gennaio CENTROSINISTRA Duro attacco a Muraro:
VEDELAGO - Altro che documenti di indirizzo per cercare un compromesso tra ambiente e lavoro. Dopo la commissione ad hoc il centrosinistra torna alla carica chiedendo a Muraro di stracciare una volta per tutte il progetto di insediamento agro-industriale targato Colomberotto e Rotocart. «Rispedisca al mittente la richiesta del Comune per l'operazione Barcon, inutile, dannosa e che non porterà nessun beneficio al territorio - mette in chiaro il capogruppo di Sel, Luigi Amendola -. Purtroppo spesso non si trovano amministratori pubblici con la schiena dritta, ma stando al Ptcp questo accordo non si deve fare, a meno che non si decida di derogare a proprio piacimento e tornaconto». E il Pd non fa altro che rincarare la dose. «L'operazione va uccisa, soprattutto dopo il maldestro tentativo di Muraro di mettere in relazione gli interventi edilizi di scavo con l'ipotetico incremento dell'occupazione - aggiunge il capogruppo in Regione, Laura Puppato - se questo vuol dire fermare un sindaco "amico" lo si faccia, anche perché se bastasse costruire capannoni e fare scempi al paesaggio per garantire un aumento dell'occupazione, allora la provincia di Treviso dovrebbe essere la prima, non ultima com'è, nelle classifiche per capacità di risposta alla crisi».
Il Corriere del Veneto, 17 gennaio Il caso sbarca in Provincia: «Stop a tutto, pure all'Ikea»
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| Ultimo aggiornamento Martedì 17 Gennaio 2012 16:58 |




