|
svuotare gli arsenali, riempire i granai |
|
|
|
|
Scritto da Treviso
|
|
Giovedì 10 Novembre 2011 23:17 |
|
SVUOTARE GLI ARSENALI
RIEMPIRE I GRANAI

L’Italia spende oltre 25 miliardi di euro per la difesa militare, pari a circa l’1,4 per cento del proprio prodotto interno lordo.
Si tratta di un volume di spesa ingiustificato, tanto più nel momento in cui si chiede ai cittadini italiani di sopportare una manovra iniqua che preferisce tagliare la spesa sociale e il trasporto pubblico piuttosto che rinunciare a qualche cacciabombardiere.
Oggi più che mai è necessario investire nella scuola, nella sanità, nella cultura, nell’edilizia pubblica e popolare per ridurre e invertire la tendenza al progressivo depauperamento dei lavoratori e dei pensionati.
La spesa militare può essere ridotta già dal prossimo anno di almeno 1,5 miliardi di euro attraverso l’uscita dal programma JSF, il totale ritiro dall’Afghanistan, la cancellazione del programma per ulteriori 4 fregate FREMM, la cancellazione del programma missilistico MEADS; con la soppressione del 50% delle unità corazzate e di artiglieria, la riduzione del numero delle basi dell’Aeronautica militare, la messa in riserva di unità navali, la soppressione dell’indennità di ausiliaria, a partire già dal 2013/2014 il risparmio realizzato si può calcolare in circa 2,5 miliardi l’anno; entro il quinquennio successivo è possibile raggiungere un risparmio complessivo di circa 4,5 miliardi l’anno mediante ulteriori misure di riduzione.
Crediamo che attraverso la riduzione delle spese militari e di quelle per opere faraoniche e inutili come il ponte sullo stretto di Messina, si possano anche reperire le risorse per la prima grande opera pubblica di cui l’Italia ha bisogno: LA MESSA IN SICUREZZA DEL TERRITORIO, per non ritrovarsi ogni anno alle prime piogge a contare i morti per le frane e le alluvioni che devastano l’Italia dal nord al sud.
BANCHETTI PER LA RACCOLTA DI FIRME IN PROVINCIA DI TREVISO
VITTORIO VENETO, 12 NOVEMBRE, DALLE 15,00 ALLE 18,00 DAVANTI COOP
MOGLIANO VENETO, 13 NOVEMBRE, DALLE 10.0 ALLE 13,00 PIAZZA CADUTI
www.sinistraecologialibertatreviso.eu |
|
Ultimo aggiornamento Venerdì 11 Novembre 2011 15:35 |
|
Dalla vittoria dei violenti a Roma può nascere la loro sconfitta definitiva |
|
|
|
|
Scritto da Treviso
|
|
Venerdì 21 Ottobre 2011 07:15 |
Sabato scorso a Roma hanno vinto, oggettivamente, i violenti. Hanno sporcato una manifestazione che poteva essere grandiosa e memorabile; si sono fatti immortalare per la loro sciocca vanagloria mentre devastano oggetti innocenti e fingono di combattere la loro guerra immaginaria; si parla oggi più di loro, la cui dignità politica e culturale è molto al di sotto dello zero, che delle tantissime e dei tantissimi manifestanti armati solo delle proprie passioni e delle proprie speranze.
Ma ci sono i presupposti perché da questa loro vittoria possa nascere la loro sconfitta definitiva. Il loro gioco, infatti, è stato svelato. Solo qualche inguaribile fascista ha potuto questa volta tentare di criminalizzare l’intero movimento come violento: è invece chiaro e manifesto che i violenti operano contro il movimento, per la conservazione e la reazione. Pensare che siano solo dei prezzolati al soldo della destra probabilmente significa sopravvalutarli. Lo fanno anche gratis, neanche l’intelligenza di farsi pagare per il lavoro sporco che regalano ai signori della cricca globale.
La risposta alla violenza deve essere politica e non poliziesca. Pensare che il restringimento dei diritti sia la soluzione, come purtroppo pare voler fare anche Di Pietro rievocando la Legge Reale, significa proprio darla vinta ai violenti, riconoscere la loro forza e la debolezza della nostra democrazia. Il divieto di manifestare con cortei nel centro di Roma per un mese, annunciato dal sindaco Alemanno, è la risposta sbagliata e speculare a chi ha voluto sabotare la manifestazione di sabato. Tra gli obiettivi raggiunti dai violenti, si vuole aggiungere anche il divieto di manifestare venerdì per gli operai della Fiat convocati dalla FIOM ?
Dopo la giornata di sabato, l’eccezionalità rispetto alle altre piazze del mondo di quanto accaduto, si pongono delle questioni concrete al movimento, se vuole rilanciare l’iniziativa e non rischiare la dispersione. Ed una di queste è come continuare nell’opera di contrasto alla violenza già chiaramente emersa nel corso della manifestazione, quando la contrapposizione tra la stragrande maggioranza dei manifestanti e la minoranza di teppisti è stata evidente, e ne sa qualcosa il compagno di SEL che ci ha rimesso parti di una mano. Allora forse va esplicitata la scelta della non violenza come tratto identitario del movimento, scelta ineludibile per costruire un’alternativa ad un sistema predatorio e violento come il finanzcapitalismo e i suoi terminali politici nazionali.
I violenti dovrebbero essere comunque considerati degli “infiltrati”, al di là di chi li paga e se li paga, perché corpi estranei rispetto alla natura stessa di un grande movimento mondiale che ha l’ambizione di porre in crisi l’attuale modello di sviluppo e denunciare l’arraffamento da parte di pochi della ricchezza dei moltissimi, che diventa furto di futuro per i giovani di tutto il mondo.
Vogliono portarci indietro di decenni, non cadiamo nelle loro trappole.
Luca De Marco
coordinatore provinciale SEL Treviso |
|
Ultimo aggiornamento Venerdì 21 Ottobre 2011 07:22 |
|
|
Né con Gobbo, né con Gentilini: la Padania non esiste e non è un sogno |
|
|
|
|
Scritto da Treviso
|
|
Venerdì 07 Ottobre 2011 12:57 |
|
Il Presidente della Repubblica ha detto parole sagge e incontrovertibili riguardo alla cosiddetta “Padania”. Parole c he dovrebbero essere del tutto ovvie se non vivessimo una realtà ai limiti dell'assurdo, dove un partito politico pensa di poter inventare dal nulla l'esistenza di un nuovo popolo e di una nuova nazione, e l’indulgenza interessata dei media e di gran parte delle istituzioni per anni e anni hanno mascherato l’incredibilità della situazione. Ha ragione Crozza: la Padania ha lo stesso livello di realtà di Narnia. O di Topolinia, o di Paperopoli.
Pare che Gentilini si sia schierato con il Presidente, e per questo è stato duramente attaccato dai boss della Lega trevigiana, Gobbo e Stiffoni in testa, fino a ventilarne la cacciata dalla Lega. E in qualche misura lodato da esponenti del centrosinistra. Ma Gentilini non ha negato l'esistenza della Padania. Ha detto che è un sogno arrivare alla sua indipendenza, ma che non è all'ordine del giorno, perché la Lega non avrà mai il 51% dei voti. Qualcosa di simile ha affermato Giuseppe Covre, un leghista immeritatamente classificato come “eretico”, che ribadisce di sentirsi veneto e non padano ma che la Padania è un sogno che non va negato, e che Napolitano farebbe meglio a prendersela con la sua città e i suoi concittadini napoletani.
Il sindaco di Verona, Tosi, ha detto che la Padania è solo una filosofia e che bisogna guardare alle cose concrete come il federalismo e le riforme, ed è stato perciò severamente richiamato dal ministro Calderoli che gli ha ricordato l’articolo 1 dello statuto della Lega, per il quale la finalità del movimento è l’indipendenza della Padania. Ma Tosi ha anche dichiarato di sentirsi veronese, veneto, padano, italiano, europeo.
Dalle varie reazioni dei leghisti emerge come tutti condividano l’esistenza di una entità chiamata “Padania”. La qual cosa è una emerita sciocchezza. Come ha detto pure il cardinal Bagnasco, correggendo un dirigente del porto di Genova che illustrava i flussi delle merci trasportate, esiste non la Padania ma “la Pianura Padana”.
La Padania è una invenzione della Lega Nord, che nel 1995, dopo aver rotto con Berlusconi, si dedicò alla costruzione di una identità e di una tradizione del tutto artificiali. E così cominciarono i riti dell’ampolla dal Monviso a Venezia, con la festa dei popoli padani in Riva Degli Schiavoni, le associazioni padane, i matrimoni celtici, i partiti padani, con tanto di votazioni ai gazebo per eleggere il parlamento padano, la costituzione di un Governo Padano, con sede in un palazzo veneziano e Borghezio come ultimo capo del governo (il palazzo veneziano fu poi venduto nel 2004 per finanziare la scuola “Bosina” della moglie di Bossi a Varese, quella che poi la Lega ha finanziato un anno fa con 800.000 euro di soldi pubblici). Il caso di Adro, la scuola comunale riempita di simboli padani, dimostra come la Lega tenga a questa opera di indottrinamento e di costruzione artificiale di una identità padana. Nel 1996 la lega proclama la Dichiarazione di indipendenza della Padania, nel 1997 cambia la propria denominazione da Lega Nord – Italia federale a Lega Nord per l’Indipendenza della Padania. Poi nel 2000 la Lega inizia il lungo matrimonio politico con Berlusconi, del quale resta per 11 anni il più fedele alleato, e vira la linea politica prima sulla devolution e poi sul federalismo fiscale. Oggi riemerge la prospettiva di un recupero dell’indipendentismo per smarcarsi dal berlusconismo agonizzante.
Dire “io sono padano” non dimostra che la Padania esiste, come sostiene il giornale leghista; significa dire “io sono un leghista che crede ciecamente alle invenzioni dei capi del mio partito”. Per questo i dirigenti leghisti difendono a spada tratta la ridicola tesi dell’esistenza della Padania, per difendere il proprio potere sull’immaginario collettivo dei propri militanti, la ragion d’essere della propria leadership.
Le reazioni offensive contro Napolitano della base leghista, invitata ad esprimersi da Radio Padania e sul quotidiano verde, e che poi emergono nelle parole di personaggi di seconda fila del partito, come il consigliere regionale Furlanetto che se la prende con l’ “anziano partenopeo”, dimostrano come Napolitano abbia colto nel segno. Dicendo che non esiste un popolo padano, Napolitano ha rivelato l’artificiosità della costruzione mitologica leghista. Dicendo che non esiste una via alla secessione, ha riportato alla realtà coloro che pensano di riesumare parole d’ordine indipendentiste per mascherare l’imbarazzante e lunghissimo legame con la cricca berlusconiana.
Non ci sfuggono le articolazioni e le sfumature di posizioni interne alla Lega, ma non riconosciamo né a una parte né all’altra la patente di “rappresentante del popolo” e altre carinerie. Sognatori o filosofi che si definiscano, sono pur sempre padani di nome e berlusconiani di fatto. Per rompere con il berlusconismo ci vuole ben altro che una dichiarazione.
Luca De Marco
coordinatore provinciale SEL Treviso |
|
Ultimo aggiornamento Venerdì 07 Ottobre 2011 13:14 |
|
La Lega boicotta la protesta dei sindaci |
|
|
|
|
Scritto da Treviso
|
|
Mercoledì 14 Settembre 2011 14:10 |
|
La Lega boicotta la manifestazione dei comuni contro la manovra. La conferma che si tratta di un movimento autoritario e centralista
La Lega è un partito nazionalista, autoritario e centralista. Quello che spaccia come “federalismo” ha ben poco a che vedere con la cultura de lle autonomie, e molto a che vedere con l'etnocentrismo padano e con la voglia di piccole patrie chiuse e incontaminate. Quello che la Lega sogna è la secessione: costruire uno stato confederale chiamato Padania, composto dagli stati federati del Veneto, della Lombardia etc. La Lega Nord è nata su base regionale, dal fondersi di Lega Veneto, Lega Lombarda, Lega Piemonte, che secondo la Lega sono “nazioni” abitate da popoli diversi (Giampaolo Gobbo non è il segretario regionale veneto della Lega, ma è il segretario nathional veneto). Al loro interno questi stati sarebbero del tutto autoritari e con ben poche articolazioni democratiche.
Questa cultura politica fondamentale, oltreché l'opportunismo e l'aderenza piena a tutte le scelte governative, spiega perché la Lega non abbia mai, in nessun caso, sposato alcuna rivendicazione degli enti locali organizzati. La Lega boicottò il movimento dei sindaci del Nordest del 1996, più di recente boicottò il movimento dei sindaci per il 20% dell'Irpef, ora si smarca dalla protesta di domani degli enti locali contro la stretta finale che la manovra del Governo vuole imporre alle loro finanze. Lunedì sera il direttivo federale della Lega, si dice convocato da Renzo “Trota” Bossi, ha deliberato: “Il direttivo federale ha deliberato che i sindaci iscritti non devono partecipare alle manifestazioni di protesta contro la manovra economica”.
La Lega difende gli enti locali nella misura in cui vi occupa posti di potere, in maniera del tutto strumentale, ma non concepisce una Repubblica Italiana costruita sulle autonomie locali, e quando può pratica l’espropriazione delle potestà degli enti locali per favorire il livello centrale, statale o regionale che sia. Addirittura, simpatizza evidentemente per la successione dinastica al potere.
Per questo nei comuni dove governa abolisce i comitati di quartiere, e ora, con l’ultima “porcata” di Calderoli sulle province, le trasforma da enti locali autonomi in enti regionali. Il progetto di legge costituzionale approvato dal Governo, infatti, secondo quanto riportato dal Presidente della Provincia di Treviso Leonardo Muraro, conterrebbe una previsione non divulgata finora dal Governo, per la quale le nuove province dovrebbero assorbire le funzioni di una serie di enti di secondo livello, dunque rafforzare le proprie competenze, e al tempo stesso ridurre il proprio tasso di democraticità. Vi sarebbe infatti una unica carica elettiva, il presidente, senza una assemblea elettiva di riferimento, tuttalpiù un’assemblea di secondo grado emanazione delle giunte comunali. Un pastrocchio che serve solo a salvaguardare le aspettative dei presidenti di Provincia leghisti, riuniti lunedì in quel di Monza, e a rafforzare i centralismi regionali che tanto stanno a cuore alla cultura secessionista leghista.
La scelta imposta da Bossi agli enti locali leghisti di non aderire alla manifestazione nazionale di orgoglio egli enti locali rappresenta l’ennesima conferma della distanza siderale che separa la Lega da una vera prospettiva di autonomia dei territori. Vedremo se qualche sindaco leghista avrà il coraggio di preferire gli interessi dei suoi concittadini a quello del suo partito.
Luca De Marco
Coord. Prov. Sinistra Ecologia Libertà Treviso |
|
Ultimo aggiornamento Giovedì 15 Settembre 2011 09:01 |
|