|
L'Unità
Vendola a premier: «Art. 18 per tutti»
«Il governo Monti è spiazzante per la Sinistra, ma Sel non vuole un atteggiamento di rottura con gli alleati che lo sostengono». Lo ha detto Nichi Vendola aprendo l'assemblea generale di Sinistra, Ecologia e Libertà in corso a Roma e intitolata «Per la giustizia sociale; una nuova Sinistra per salvare l'Italia e l'Europa». E dopo che il premier a Raitre a Lucia Annunziata invoca che non ci siano tabù sull'articolo 18 nella riforma del lavoro, il leader di Sel ribatte: Giusto, niente tabù, estendiamolo a tutti.
VENDOLA: NON ROMPIAMO ALLEANZA CON PD E IDV
Il governatore della Puglia ha aggiunto: «Non intendiamo rompere il filo rosso dell'alleanza che dobbiamo portare avanti per riaprire una prospettiva di governo per il centrosinistra». «Molti amici di Prc mi percuotono spesso con le loro domande su una possibile coalizione delle opposizioni. Io rispondo loro che è meglio costruire una coalizione di governo, anche se so che questa partita contiene qualche elemento di velleitarismo perché è un obiettivo difficile da raggiungere. Il leader di Sel è stato critico con »quella parte del Pd che immagina come suo orizzonte la primavera dei tecnocrati come Monti. Immaginano di poter diventare un partito liberista di massa, ma mi sembra molto improbabile che questo possa accadere«. Vendola ha poi fatto una battuta dello stesso tenore su Massimo D'Alema, anche se non l'ha citato: »Inaccettabile dire che la nostra primavera sia il governo Monti perché questo significa avere delle idee molto approssimative sulle stagioni«.
ASSEMBLEA, IN PRIMA FILA LANDINI, DE MAGISTRIS
In prima fila sono seduti Maurizio Landini, della Fiom, e i sindaci Luigi De Magistris e Michele Emiliano. Gal
LEADER DI SEL: LIBERALIZZAZIONI, MANCANO PATRIMONIALE, BANCHE E ASSICURAZIONI
«Avremmo preferito che nel decreto salva Italia, si fosse partiti dalla patrimoniale. Avremmo preferito che nel decreto sulle liberalizzazioni si fosse partiti dalle banche e dalle assicurazioni». Lo ha detto Nichi Vendola durante la sua relazione all'assemblea di Sel, in corso a Roma. «Nel decreto sulle liberalizzazioni» ha aggiunto «la cosa che più ci è piaciuta, paradossalmente, è stata quello che non hanno fatto».
VENDOLA: TECNOCRAZIA GELA LA DEMOCRAZIA
«La tecnocrazia rischia di gelare la democrazia». Lo ha detto Nichi Vendola durante la sua relazione all'assemblea di Sinistra ecologia e libertà. «Il sapere finanziario occupa ormai il recinto del vivere democratico» ha aggiunto: «I detentori di questo sapere sembrano voler proporre la malattia come se fosse la medicina, sono tornati in cattedra. Dovrebbero invece sedere al banco degli imputati di un processo politico». Vendola ha infatti ricordato come l'origine della crisi sia proprio finanziaria e «finanziarie sono ancora le risposte che cercano di dare alle nostre domande». Il leader di Sel teme il «riemergere di una cultura populista e di una risposta reazionaria alla paura del futuro che ci può portare, non all'uscita dal berlusconismo ma ad una destra ancora più cattiva: la parola povertà torna ad essere il cuore pulsante della questione sociale». Punto di partenza dell'analisi di Vendola, è la cultura della globalizzazione: «Il primo punto è rompere la diseguaglianza cresciuta in questo trentennio: in 30 anni la globalizzazione ha riorganizzato la struttura della ricchezza rastrellando dai ceti meno benestanti». Un processo che «è stato presentato come qualcosa di ineludibile, quasi naturale». Come reazione ci si aspettava, ha spiegato Vendola, «una risposta dall'occidente, dai giovani. Invece la risposta è arrivata dalla primavera araba, aldilà del Mediterraneo».
VENDOLA: PARLAMENTO NON HA TITOLI PER RIFORMA
Questo Parlamento non ha «né la voglia né i titoli morali» per cambiare la legge elettorale. Lo dice ai cronisti il leader di Sel, Nichi Vendola, prima dell'assemblea nazionale di Sel a Roma, dando un duro giudizio sul governo: «Al netto dello stile che apprezzo, rappresenta un'Europa che sta morendo». Sulle liberalizzazioni, Vendola osserva: «Le lenzuolate di Bersani all'epoca del governo Prodi erano liberalizzazioni più corpose e radicali, oggi vedo provvedimenti modesti accompagnati da un'enfasi propragandistica che mi ricorda il nostro recente passato. Tuttavia - aggiunge - qualcosa di positivo c'e sulle farmacie e sui notai». Ma in sostanza, afferma Vendola, «la montagna ha partorito il topolino».
dal sito www.unita.it
__________________________-
Il Sole 24 Ore
Vendola: «Non è il Governo dei miracoli. Acceleriamo la costruzione dell'alternativa a Monti
Nichi Vendola sfida Pierluigi Bersani: accelerare la costruzione del governo dell'alternativa e rimboccarsi le maniche per concludere l'esperienza dei «professori» a Palazzo Chigi. È questo il senso della riunione dell'assemblea generale nazionale di Sinistra, Ecologia e Libertà, che ha visto il governatore della Puglia quasi unico.
Ospiti dell'appuntamento il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, quello di Milano Giuseppe Pisapia e Maurizio Landini, leader della Fiom-Cgil.
«Per la giustizia sociale: una nuova sinistra per salvare l'Italia»: è il tema sul quale i rappresentanti di Sel sono stati chiamati a confrontarsi. Non sono mancate le critiche anche severe al governo Monti ma questo non ha mai messo in discussione il «filo rosso» che lega Sel, Pd e Idv. «Il governo Monti - ha spiegato Vendola - è spiazzante per la sinistra, ma Sel non vuole la rottura con le forze alleate, anche se hanno deciso di sostenerlo». Niente litigi, dunque, nella futura coalizione di governo, «l'unica in grado difendere i lavoratori e un ceto medio che sta letteralmente sprofondando nella povertà ».
Nelle tre ore di intervento suddiviso in due trance, Vendola non ha mai pronunciato, riferendosi a Monti, la parola dimissioni. Ma lo ha in più occasioni sfidato alla coerenza e a una maggiore responsabilità: «Si deve parlare dell'art.18 dello Statuto dei Lavoratori senza tabù? Benissimo. Allora discutiamo anche della nostra proposta di estenderlo a tutti i dipendenti delle piccole imprese». E ancora:«Monti per sei giorni alla settimana impone tagli alle pensioni, privatizzazione dell'acqua, introduzione di nuove tasse, liberalizzazioni che riguardano solo alcune categorie. Il settimo giorno organizza un convegno sulla Tobin Tax e sullo sviluppo. Francamente ci sembra un po' poco».
Insomma il «Professore», secondo Vendola, ha anche il difetto di «conoscere troppo bene la comunicazione politica e di usarla per fare furbizie contro i lavoratori e le classi più deboli. Sel non accetterà mai il naufragio sociale che Monti sta provocando». L'ex dirigente di Prc ha faticato, in alcuni passaggi, a non portare politicamente fino in fondo il suo ragionamento. Ma lo ha fatto a ragion veduta: dare l'altolà a quella parte del Pd che guarda a Monti come al «governo dei miracoli». Non a caso ha scagliato una frecciatina a Massimo D'alema:«È inaccettabile dire che il governo Monti è la nostra primavera. Questo significa avere una cognizione molto approssimativa delle stagioni». Un cartellino giallo dall'assemblea di Sel è arrivato indirettamente anche a Bersani. Con una notizia inaspettata: la prossima settimana Vendola terrà una conferenza stampa insieme ad Antonio Di Pietro e senza il leader del Pd. Sgambetto mediatico? Sgarbo tra alleati? Ultimo avvertimento? Niente di tutto questo:«in questo momento - ha spiegato Vendola - con Idv è cresciuta una certa sintonia e vogliamo registrarla per metterla come un dono sul piatto di tutto il centrosinistra».
Dal sito http://www.ilsole24ore.com
_______________
La Gazzetta del Mezzogiorno
Vendola a Bersani «Scarica il premier»
di Alessandra Flavetta
ROMA - Il primato della politica su quello della finanza e dei tecnici. La costruzione di una sinistra di governo che sia «primo polo e non quarto», assieme a un Pd che «non diventi partito liberista di massa». La difesa dei beni comuni che mettono al centro «gli interessi collettivi» piuttosto che le liberalizzazioni del governo Monti che non toccano le banche, ma vorrebbero tradire il risultato dei referendum sull’acqua pubblica. E un piano straordinario per il lavoro e l’eguaglianza dei diritti, con l’introduzione del reddito di cittadinanza e l’estensione dell’articolo 18 a tutti, «perché se il premier ha detto che non è un tabù, allora anche lui deve parlarne». Sono questi gli obiettivi posti dal leader di Sinistra Ecologia e Libertà, Nichi Vendola, nel corso dell’Assemblea del partito dal titolo «Per la giustizia sociale, una nuova Sinistra per salvare l'Italia e l'Europa». L’alternativa di governo Vendola la vuole costruire in fretta, perché la foto di Vasto sta sbiadendo, in vista del 2013: «Non intendiamo rompere il filo rosso dell'alleanza per riaprire una prospettiva di governo al centrosinistra», spiega. Ma dire, come ha fatto un esponente del Pd che non cita (D’Alema) che «la nostra primavera è il governo Monti, è inaccettabile, significa avere un’idea approssimativa delle stagioni». Così, se il Pd scegliesse di rompere con Sel e Idv, «noi – sottolinea – non ci rinchiuderemo in un recinto identitario». Insomma, se dopo il sostegno al governo tecnico Sel «non ha lucrato sugli elettori del Pd», una volta rotto il patto comincerebbe a farlo, perché il popolo del centrosinistra è uno solo.
Mentre una delegazione degli 800 lavoratori di Treni Notte licenziati raccoglie le firme per la ripresa dei servizi notturni, il leader di Sel definisce «un binario triste e solitario quello di Moretti». Parla di un Sud che «ha diritto allo sviluppo», con i trasferimenti ordinari ridotti dal 43 al 36%, che non vuole subire le trivellazioni e, in agricoltura, le scelte di un’Europa che vuole ricostituire i latifondi. Una Ue che sostiene «il capitalismo lobbista e finanziario», non rafforza « le istituzioni politiche» e in cui gioca un ruolo negativo la «mediocre coppia Sarkozy-Merkel». Sulle liberalizzazioni «ci è piaciuto di più ciò che non hanno fatto», spiega Vendola, e «la crescita o è sostenibile o fa male». Poi chiede «un nuovo patto sociale» contro la povertà e il precariato «e non per precarizzare i garantiti», con «i pensionati primi donatori di sangue di questo vampirismo sociale che ha colpito i ceti medi»
Intanto, si terrà una conferenza stampa con Vendola e di Di Pietro. Assente Bersani. Solo un caso?
__________________________
La Repubblica
Vendola all'assemblea di Sel
"Ora nuovo fronte democratico"
Il leader di Sinistra e libertà: "Al Giglio naufragata idea della modernità". "Scardinare potere del capitalismo finanziario". Difesa dell'acqua pubblica e della Fiom. Asse con De Magistris e Rita Borsellino di CARMINE SAVIANO
ROMA - Giustizia sociale. Beni Comuni. Un modello di sviluppo che "tolga gli artigli alla speculazione". Tutto coniugato in una prospettiva definita: la costruzione della sinistra di governo. Per gettare le fondamenta dell'Italia Migliore, scopo e ragione sociale di Sinistra Ecologia e Libertà. Il partito guidato da Nichi Vendola celebra a Roma la sua Assemblea Nazionale, "Per la giustizia sociale. Una nuova sinistra per salvare l'Italia e l'Europa". Decine di interventi, migliaia di persone. Tutte strette intorno alle parole del governatore della Puglia. Che lancia la sfida per risvegliare la politica italiana dal sonno tecnocratico in cui sembra caduta: "Non è possibile. Non possiamo stare nel recinto deciso da quattro banchieri e da tre agenzie di rating". E al governo Monti: "Parlare dell'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori senza tabù? Bene: estendiamolo a tutti i lavoratori e a tutte le lavoratrici".
La sfida di Nichi parte dalla Sala America dell'Hotel Summit, Roma. Gremita all'inverosimile fin dalla mattinata. E non solo militanti di Sel. Sindacalisti, esponenti di associazioni e movimenti. E, soprattutto, tanti amministratori locali. Tra cui i protagonisti della vittoria del centrosinistra alle amministrative della scorsa primavera. Giuliano Pisapia. Luigi De Magistris, Massimo Zedda, Michele Emiliano. Milano, Napoli, Cagliari, Bari. Un quadrilatero virtuoso da cui far ripartire la politica. Una ricostruzione che, secondo Vendola, passa per "un nuovo patto sociale" che allontani la paura, ridia speranza agli italiani. Una buona politica, un filo rosso per ricucire una nazione che rischia di cadere nelle mani del "berlusconismo di ritorno, di una nuova deriva populistica" e antipolitica. Innovazione, ambientalismo, nuove forme di partecipazione. Le questioni dei migranti. Il nuovo femminismo delle donne di Se Non Ora Quando. E soprattutto il lavoro. Parola chiave. Di più: tassello centrale della trama vendoliana. "Dobbiamo aggredire le nuove forme di povertà, ricacciare indietro ogni forma di liberalismo strisciante, combattere la precariertà". Maurizio Landini, segretario della Fiom, è tra i più applauditi. La sua battaglia a Pomigliano diventa simbolo, emblema. Vendola: "La sinistra non può abbandonare una determinata idea di civiltà: quella che ci costringe a denunciare con forza uno scandalo inimmaginabile: vi sembra possibile che il solo fatto di avere in tasca la tessera della Fiom privi centinaia di operai del loro lavoro?". I militanti di Sel non smettono di applaudire. Come quando il governatore della Puglia declina la tragedia del Giglio nell'ottica del fallimento di una determinata "idea di modernità: dobbiamo curare il nostro patrimonio ambientale".
Poi il governo Monti. E il coraggio "di dire la propria". Sulle liberalizzazioni, per esempio. Un provvedimento che "ci piace per quello che non contiene, per quello che non tocca". Il tema s'intreccia a quello di beni comuni. "Difenderemo i risultati del referendum. La maggioranza degli italiani si è espressa". E la "tecnocrazia non può congelare il calore della democrazia". E ancora sul lavoro: "Parlare senza tabù dellìart. 18? Bene, estendiamolo a tutti i lavoratori e a tutte le lavoratrici". Poi il mezzogiorno. Stretto nella morsa della criminalità perché manca una strategia complessiva di sviluppo. Strategia che tiene dentro anche l'Europa. Che deve finalmente essere "soggettività politica" e non luogo di elaborazione di politiche di austerity, per di più firmate dalla "mediocre coppia" Merkel-Sarkozy. E anche Rita Borsellino, europarlamentare e candidata alle primarie del centrosinistra per il comune di Palermo, richiama sulla necessità della costruzione dell'Europa politica.
Tante le parole dedicate alle alleanze e ai rapporti con gli altri partiti del centrosinistra. Giuliano Pisapia striglia l'Italia dei Valori, "non si può mancare di rispetto alle istituzioni". De Magistris rilancia: "i referendum lo dimostrano. Siamo già maggioranza nel Paese. Dobbiamo metterci in cammino per vincere le elezioni del 2013". Poi ancora Vendola. "Dico agli altri partiti che dobbiamo lavorare insieme per mandare definitivamente in soffitta il berlusconismo". Dalla foto di Vasto al governo Monti. Un passaggio che non deve far abbassare la guardia alla politica. Anzi. Che può rilanciare la "buona politica": "Dobbiamo evitare le finzioni, dobbiamo abbattere i recinti, continuare a metterci in gioco e contaminarci. Lavorare per una democrazia aperta, per partiti e formazioni politiche del tutto contendibili".
___________________________
Il Corriere della Sera
IL GOVERNATORE E L'ASSEMBLEA NAZIONALE
Vendola: «Pd, scarica Monti Lui così gela la democrazia»
Il segretario di Sel da Roma tuona contro il premier «Non faccio il quarto polo, ma non si guardi a destra»
ROMA - Vendola di lotta e di governo. Di lotta quando parla da leader di Sel (come ha fatto a Roma di fronte ad una platea osannante, e ad ospiti illustri come il sindaco di Bari Michele Emiliano, di Milano Giuliano Pisapia), con l’occhio puntato alle elezioni politiche (il 2013, scadenza naturale della legislatura, è dietro l’angolo). Di governo quando «tratta» - da solo o con gli altri presidenti di Regione - con l’esecutivo dell’esecrato Mario Monti. Né può essere diversamente, dal momento che la Puglia non è una libera repubblica, ma è un pezzo dello Stato.
L'ATTACCO - Comunque il leader di Sel, a Roma, ha tuonato contro il premier, capo di un governo di tecnocrati che rischia di «gelare la democrazia» e che all’equità riserva solo i convegni della domenica. Quindi lotta contro questo governo, assieme a Idv, che in Parlamento non sostiene l’esecutivo, e a Pd, che – viceversa – è uno dei pilastri della attuale maggioranza. E, infatti, al segretario democratico Vendola lancia un messaggio: caro Pierluigi Bersani, «scarica Monti e attento alle svolte a destra». Quindi conclude: «Non faccio il quarto polo, ma si tratta di tenere fermo il filo rosso, ma non lucreremo sull’elettorato democrat». Crederanno a queste parole i dirigenti del Pd, che da un anno e mezzo assistono ad una critica campagna contro il proprio partito?
Rosanna Lampugnani
dal sito http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it
__________________
Il Messaggero
Vendola sfida Bersani: «Scarichi Monti Ora nuovo fronte democratico»
ROMA - Nichi Vendola sfida Pierluigi Bersani: accelerare la costruzione del governo dell'alternativa e rimboccarsi le maniche per concludere l'esperienza dei «professori» a palazzo Chigi. È questo il senso della riunione dell'assemblea generale nazionale di Sinistra Ecologia e Libertà, che ha visto il governatore della Puglia protagonista quasi unico. Ospiti dell'appuntamento il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, quello di Milano Giuseppe Pisapia e Maurizio Landini, leader della Fiom-Cgil.
Critiche a Monti. «Per la giustizia sociale: una nuova sinistra per salvare l'Italia»: è il tema sul quale i rappresentanti di Sel sono stati chiamati a confrontarsi. Non sono mancate le critiche anche severe al governo Monti ma questo non ha mai messo in discussione il «filo rosso» che lega Sel, Pd e Idv. «Il governo Monti - ha spiegato Vendola - è spiazzante per la sinistra, ma Sel non vuole la rottura con le forze alleate, anche se hanno deciso di sostenerlo». Niente litigi, dunque, nella futura coalizione di governo, «l'unica in grado difendere i lavoratori e un ceto medio che sta letteralmente sprofondando nella povertà».
Tre ore di intervento. Nelle tre ore di intervento suddiviso in due trance, Vendola non ha mai pronunciato, riferendosi a Monti, la parola dimissioni. Ma lo ha in più occasioni sfidato alla coerenza e a una maggiore responsabilità: «Si deve parlare dell'art.18 dello Statuto dei Lavoratori senza tabù? Benissimo. Allora discutiamo anche della nostra proposta di estenderlo a tutti i dipendenti delle piccole imprese». E ancora:«Monti per sei giorni alla settimana impone tagli alle pensioni, privatizzazione dell'acqua, introduzione di nuove tasse, liberalizzazioni che riguardano solo alcune categorie. Il settimo giorno organizza un convegno sulla Tobin Tax e sullo sviluppo. Francamente ci sembra un pò poco». Insomma il «Professore», secondo Vendola, ha anche il difetto di «conoscere troppo bene la comunicazione politica e di usarla per fare "furbizie" contro i lavoratori e le classi più deboli. Sel non accetterà mai il naufragio sociale che Monti sta provocando».
L'altolà al Pd. L'ex dirigente di Prc ha faticato, in alcuni passaggi, a non portare politicamente fino in fondo il suo ragionamento. Ma lo ha fatto a ragion veduta: dare l'altolà a quella parte del Pd che guarda a Monti come al «governo dei miracoli». Non a caso ha scagliato una frecciatina a Massimo D'alema: «È inaccettabile dire che il governo Monti è la nostra primavera. Questo significa avere una cognizione molto approssimativa delle stagioni». Un cartellino giallo dall'assemblea di Sel è arrivato indirettamente anche a Bersani. Con una notizia inaspettata: la prossima settimana Vendola terrà una conferenza stampa insieme ad Antonio Di Pietro e senza il leader del Pd. Sgambetto mediatico? Sgarbo tra alleati? Ultimo avvertimento? Niente di tutto questo: «In questo momento - ha spiegato Vendola - con Idv è cresciuta una certa sintonia e vogliamo registrarla per metterla come un dono sul piatto di tutto il centrosinistra».
___________________________
L'Unità
«Nichi, ma che stai a dì?» Fluorescenze del nuovo Vendola
E finisce che “Nichimachestaiadi” diverte anche il diretto interessato. Che in perfetto vendolese fa sapere “sono contento di essere glottologicamente e semanticamente inseguito e controllato”. Il governatore della Puglia nonché grande aspettativa della sinistra dura e pura, reduce dall'adrenalinica assemblea di Sel, risponde alle domande di Luca Telese e Nicola Porro a “In Onda”. Solleticando il tweet-tormentone sul suo linguaggio alato e pittorico, sulle metafore ardite e le risalite, sull'immaginifica fucina verbale, sulla coniugazione di verità politiche con espressioni da vulgata quotidiana alla “io non sentirò il richiamo della foresta di una sinistra che grida alla luna i suoi canti utopici”.
Nichi il Rosso va, appunto, in onda su La 7 e blog e tweet si scatenano. A controllarlo “glottologicamente e semanticamente”, da un paio d'anni con alti e bassi, è Claudio Cerasa del Foglio, seguito da un gruppo di linguisti più appassionati della Crusca. E sul blog di Gad Lerner l'opposta tifoseria gioisce: “Vai Nichi, che bella stoccata gli hai rifilato”. Lui comunque vola altissimo: “A chi mi chiede quale sia la nostra identità noi risponderemo: il viaggio”. Non la crociera, per carità: “Al Giglio è naufragata un'idea di modernità e diseguaglianza selvaggia”. Tra comandanti viveur dalle pulsioni come minimo infantili, armatori dai contorni loschi, bionde pericolose, passeggeri che si spintonano a spese delle fasce deboli, russi che, come nei film di 007, scendono per primi e non vogliono mai togliersi dai piedi. Sempre Vendola: “La tragedia del Giglio è un crocevia di metafore”. Chiosa Massimo Micucci: “Ecco perché sono andati a sbattere”. Quelle navi, prosegue Nichi potenziale grande inviato di fatti drammatici, sono “Las Vegas galleggianti che non capisco come possano attraccare nel golfo di Venezia”. Se lo chiedono anche magistratura e capitanerie di porto varie.
Non che il Vendola politico sia meno polposo. Sel è “il contrario di un partito che si guarda l'ombelico”. Cerasa ha gioco facile: “Un ombelico che si guarda il partito?”. Quanto alla presunzione d'innocenza, Nichi è “totalmente, radicalmente, inesauribilmente” da quella parte. Ma “il garantismo ha bisogno di un'opera di bonifica legislativa”. Traduzione per gli a-vendoliani: via le leggi ad personam. Gran finale: “Il governo Monti rischia di produrre una gelata dei diritti sociali... Una fluorescenza”. Dal grande freddo al fungo atomico? Ghiaccioli e mutanti creature verdastre? Comunque ammettiamolo: apocalittica ma di gran classe.
Porro e Telese, cinici e indifferenti all'afflato dell'ospite, porgono una birra come quella che Bersani affrontava nel bar. Vendola accetta ma non beve, predilige la più piatta acqua, si spera almeno gassata, ma concede: Pierluigi hopperiano è “pittoricamente bello”. Due mondi a confronto. Pagherà di più elettoralmente la bevanda al luppolo sorseggiata in operosa solitudine o “Nichi ma che stai a dì ?”.
dal sito www.unita.it |